Alice Padovani: 1° Premio Scultura

di Kevin McManus
Kevin McManus

All'interno del campo sempre più "allargato" della scultura di oggi, il lavoro di Alice Padovani si colloca in una posizione di fertile scetticismo rispetto all'utilizzo indiscriminato di questa categoria mediale. Da un lato il suo lavoro si presenta al fruitore come irresisti- bilmente scultoreo, data la sua forte presenza nello spazio e l'evidente sollecitazione tattile degli inserti di materia organica.

Dall'altro, l'idea stessa di scultura come medium tra l'artista e il mondo è aggiornata sulla base di stati men- tali e modalità di relazione tipici della contemporaneità, su tutti l'impulso all'archiviazione, alla catalogazione, al collezionismo ossessivo e metodico. La griglia formale che costituisce il piano di quest'opera riporta in auge il gusto surrealista per la commistione di astrazione modernista e inserto oggettuale o naturale, ma lo fa in una dimensione installativa che mette in crisi le categorie dell'osservatore.

La perfezione asimmetrica e corporea della natura con- vive con quella asettica, geometrica della griglia; la vicenda dell'elemento naturale, fatto di carne, di fibre, di cellule passate attraverso la vita e la morte viene arrestata sul piano della pura catalogazione.

Un contrasto tra caldo e freddo che rilegge la scultura come esperienza fatta dal fruitore sulla propria pelle. Tornano certo alla mente tanto le Wunderkammer cinque-seicentesche quando, d'altra parte, le ambizioni di classificazione del mondo naturale più tipiche del Settecento. E tuttavia proprio l'incisività del contrasto tra astratto e concreto, ideale e materiale proietta la collezione di Alice Padovani su un piano diverso, quello dell'esasperazione archivistica contemporanea in cui a contare è l'atto stesso dell'archiviare, più che la ne- cessità di conoscere e tutelare ciò che si archivia. Un impulso che l'artista redime attraverso una messinscena in cui rigore razionale e gusto barocco si interrogano a vicenda.

Kevin McManus